Quanto costa iniziare con Amazon FBA nel 2026: tutte le voci di spesa, una per una
La domanda arriva sempre prima di tutte le altre: quanto mi serve per cominciare? La risposta onesta è che non esiste una cifra unica, perché dipende dal prodotto che scegli e da come lo compri. Quello che si può fare, invece, è elencare tutte le voci di spesa che ti aspettano, comprese quelle che nessuno ti racconta nei video su YouTube. Così arrivi al primo ordine sapendo dove vanno i tuoi soldi.
Le spese che paghi anche se non vendi niente
Questa è la parte che sorprende chi arriva da fuori. Prima di comprare un solo cartone di merce, in Italia ci sono costi legati al fatto stesso di aprire un'attività. Non sono opzionali e non si evitano vendendo poco.
Per vendere in modo continuativo su Amazon serve la partita IVA. L'apertura in sé non ha un costo di per sé, ma l'iscrizione al Registro delle imprese presso la Camera di commercio e il diritto annuale sì. Poi c'è il capitolo contributi: come ditta individuale che fa commercio ti iscrivi alla gestione commercianti INPS, che prevede una quota fissa annuale dovuta anche con fatturato zero, più una parte in percentuale sopra una certa soglia di reddito. Chi sta in regime forfettario può chiedere la riduzione contributiva del 35%, ma resta una spesa da mettere in bilancio dal primo mese.
Aggiungi il commercialista. Puoi trovare studi che seguono chi vende online con un canone mensile o annuale, e conviene sceglierne uno che abbia già clienti su marketplace: la gestione dell'IVA nelle vendite a distanza e negli acquisti da fuori Italia non è banale.
Il consiglio pratico: chiedi due o tre preventivi prima di partire e sommali. È il tuo costo fisso annuale, il numero da cui parte ogni conto sul margine.
- Iscrizione alla Camera di commercio e diritto annuale
- Contributi INPS gestione commercianti, dovuti anche senza vendite
- Commercialista, di solito a canone
- Eventuale PEC e fatturazione elettronica
Il primo ordine di merce, cioè dove finisce la maggior parte del budget
Qui non ci sono cifre standard, perché tutto dipende dal prodotto. Un accessorio piccolo e leggero può costare pochi euro a pezzo; un articolo ingombrante ti costa di più a comprarlo, a spedirlo e a stoccarlo. La regola che vale sempre è un'altra: il fornitore ti imporrà una quantità minima d'ordine, e quella quantità moltiplicata per il prezzo unitario è la voce più grossa del tuo investimento iniziale.
Prima dell'ordine vero mettici i campioni. Ordinarne due o tre da fornitori diversi costa poco rispetto al rischio di ricevere 500 pezzi di qualità mediocre, e la spedizione espressa di un campione singolo è spesso più cara del campione stesso. Consideralo denaro speso per non sbagliare, non spreco.
Poi c'è il trasporto. Via mare costa meno ma richiede settimane; via aerea costa di più e arriva in giorni. Sul primo ordine, che è piccolo, la differenza in valore assoluto può essere meno drammatica di quanto pensi, e vale la pena farsi quotare le due opzioni.
Se la merce arriva da fuori dall'Unione europea, all'ingresso paghi l'IVA all'importazione al 22% sul valore in dogana, che comprende anche il trasporto, più gli eventuali dazi legati al codice doganale del prodotto. L'IVA la recuperi se sei in regime ordinario, ma in regime forfettario resta un costo secco. Aggiungi le spese dello spedizioniere per la pratica doganale. Sono tutte cifre che devi conoscere prima, non scoprire quando il container è già a Genova.
Quello che ti trattiene Amazon
Le tariffe di Amazon non sono un investimento iniziale, sono un prelievo su ogni vendita. Ma vanno capite prima, perché decidono se un prodotto ha margine o no.
L'account venditore professionale su amazon.it costa 39 € al mese più IVA. Se vendi pochissimi pezzi puoi iniziare con l'account individuale, che non ha canone ma applica una tariffa fissa per ogni unità venduta, pari a 0,99 €. Con volumi anche minimi il professionale conviene, oltre a darti accesso a strumenti che l'individuale non ha.
Su ogni vendita paghi poi la commissione di segnalazione, una percentuale del prezzo che cambia in base alla categoria. In molte categorie sta intorno al 15%, ma non dare niente per scontato: controlla la tabella ufficiale per la tua categoria specifica.
Con FBA si aggiungono la tariffa di gestione, calcolata sul peso e sulle dimensioni del pacco, e lo stoccaggio mensile, che si paga a volume occupato e nell'ultimo trimestre dell'anno rincara. Se la merce resta ferma troppo a lungo scattano costi aggiuntivi. Tradotto: un prodotto che non gira ti costa denaro ogni mese che passa in magazzino.
Per non fare questi calcoli a mano, il calcolatore di SellerScale ti fa vedere cosa resta del prezzo di vendita dopo le tariffe e dopo il costo della merce.
Le spese piccole che sommate non sono piccole
Sono quelle che si dimenticano quando si fa il budget su un foglio di carta al bar, e sono anche quelle che spesso separano un annuncio credibile da uno che nessuno clicca.
I codici a barre: per pubblicare un prodotto ti serve un GTIN, e Amazon chiede codici acquistati direttamente da GS1. È una spesa una tantum con un rinnovo annuale, e il prezzo cambia in base a quanti codici ti servono.
Le foto. Puoi cavartela con uno smartphone e una luce decente per un prodotto semplice, oppure pagare uno studio per un set completo con immagini su fondo bianco e qualche scatto in contesto. È il tipo di spesa dove tagliare si vede subito nella percentuale di clic.
Il marchio, se vuoi arrivare al Registro marche di Amazon: il deposito ha un costo di tasse ufficiali e, se ti fai assistere, la parcella del consulente. Non è necessario per iniziare, ma prima o poi se ne parla.
Infine i confezionamenti, le etichette, un eventuale campione di controllo, gli strumenti di ricerca prodotto e magari qualche euro per i primi test pubblicitari. Nessuna di queste voci pesa da sola. Tutte insieme, però, valgono un pezzo del tuo primo ordine.
- Codici GTIN da GS1
- Fotografie e testi della scheda prodotto
- Packaging ed etichette per il magazzino Amazon
- Deposito del marchio, se lo scegli
- Strumenti di analisi e primi test pubblicitari
Come costruire un budget che regge
Metti in fila tre blocchi. Primo: i costi fissi annuali dell'attività, quelli del capitolo iniziale. Secondo: il primo ordine completo, cioè merce più trasporto più IVA all'importazione e dazi più pratica doganale. Terzo: le spese di lancio, cioè codici, foto, packaging, eventuale pubblicità.
Poi aggiungi un margine di sicurezza, e non per prudenza generica: sul primo ordine qualcosa va storto quasi sempre. Una spedizione bloccata, un'etichetta rifatta, un lotto da rimandare. Se il budget è tirato al centesimo, il primo imprevisto ti ferma.
Ultimo punto, il più importante e il meno divertente: i soldi del primo ordine non tornano subito. Amazon paga a cadenze regolari e la merce si vende nel tempo, non in un fine settimana. Vuol dire che il capitale resta immobilizzato per settimane, e che se vuoi riordinare prima di aver venduto tutto ti serve un secondo giro di soldi. Parti con una cifra che, se la perdi tutta, non ti cambia la vita. Non è pessimismo, è l'unico modo di fare il primo tentativo con la testa lucida.
Domande frequenti
- Serve la partita IVA anche per provare con pochi prodotti?
- Se vendi in modo abituale e continuativo, sì. La vendita occasionale di qualche oggetto usato è un'altra cosa, ma acquistare merce per rivenderla su Amazon è attività commerciale a tutti gli effetti. Il tema non è quanto fatturi, è la natura dell'attività. Parlane con un commercialista prima di caricare il primo annuncio, non dopo.
- Meglio l'account individuale o quello professionale all'inizio?
- L'individuale non ha canone mensile ma ti costa 0,99 € per ogni unità venduta, oltre alle altre commissioni. Il professionale costa 39 € al mese più IVA. Basta fare la divisione: superata una certa quantità di vendite mensili il professionale conviene, e ti serve comunque per usare la pubblicità e diverse funzioni del Seller Central.
- Quanto pago in dogana su un ordine dalla Cina?
- L'IVA all'importazione è al 22% e si calcola sul valore in dogana, che include anche il costo del trasporto e dell'assicurazione. A questo si aggiungono i dazi, che dipendono dal codice doganale del prodotto e possono essere zero o una percentuale variabile, più le spese dello spedizioniere. Chiedi al fornitore il codice HS e fatti fare una stima dal tuo spedizioniere prima di confermare l'ordine.
- In regime forfettario recupero l'IVA sugli acquisti?
- No. Nel forfettario non detrai l'IVA sugli acquisti, quindi l'IVA all'importazione diventa un costo pieno che va sommato al prezzo della merce. In compenso hai una tassazione sostitutiva calcolata su una percentuale forfettaria del fatturato. Quale dei due regimi ti convenga dipende dai tuoi numeri e dai tuoi acquisti: è esattamente la conversazione da fare con il commercialista.